Cefalea rinogena
Il termine “cefalea rinogena” indica i disturbi del naso e dei seni paranasali che si rendono responsabili del mal di testa (cefalea) e dei dolori facciali.

Una chirurgia troppo aggressiva (eccessiva asportazione) dei turbinati crea una cavità nasale rivestita da mucose residue che diventano secche ,atrofiche, ricoperte da croste e non funzionante.

Le cause nasali di questi dolori sono:
  • anomalie anatomiche del naso e dei seni paranasali: deviazioni e deformità del setto nasale, deformità dei turbinati (curvatura paradossa, concha bullosa)
  • congestione delle mucose nasali e soprattutto dei turbinati
  • anomalie anatomiche delle parete laterale del naso: eccessivo sviluppo della bulla etmoidale, dell’agger nasi, pneumatizzazione del processo uncinato.
  • sinusite acuta mascellare, etmoidale, frontale, sfenoidale
Molto frequentemente la causa di questi dolori è attribuita alla “sinusite”. E’ invece una situazione percentualmente rara; inoltre solo la sinusite acuta genera dolore, NON le sinusiti croniche. Questo aspetto è talvolta causa di incredulità nei pazienti, poco convinti delle spiegazioni fornite e apparentemente poco contenti di non essere affetti da sinusite.

Come nasce la cefalea rinogena?
Le anomalie naso-sinusali descritte generano dei punti di contatto (esempio tra setto nasale e turbinati, tra setto nasale e parete laterale del naso, ecc). In queste aree si sviluppa una infiammazione che stimola le terminazione nervose del trigemino nasale con successivo sviluppo del mal di testa e del dolore facciale.
Questa situazione patologica può essere accentuata dalla congestione della mucosa nasale a causa di riniti, allergia nasale, irritanti nell’aria inspirata.

Come si diagnostica la cefalea rinogena?
Con l’endoscopia nasale e con la TAC del massiccio facciale ad alta risoluzione.
Con l’endoscopia si possono visualizzare con precisione questi punti di contatto tra le diverse strutture nasali: se il paziente è nella sua fase dolorosa viene applicata, in corrispondenza di questi punti, una soluzionedi anestetico locale e di vasocostrittore. Se il dolore diminuisce o scompare è la prova che il contatto è responsabile dei sintomi.

Quale è la terapia?
La terapia medica si avvale di decongestionanti, ma è di scarso aiuto. Inoltre i decongestionanti nasali contengono vasocostrittori, che possono essere utilizzati solo per alcuni giorni. L’utilizzo continuativo causa un peggioramento della situazione e lo sviluppo della rinite medicamentosa.
La chirurgia endoscopica del naso e dei seni paranasali possono correggere le anomalie anatomiche che creano i contatti nasali, impedendo lo sviluppo del dolore cranio-facciale.
Gli interventi chirurgici più frequentemente effettuati per il controllo della cefalea rinogena sono: settoplastica, turbinoplastica, plastica di concha bullosa, lateralizzazione del turbinato medio, resezione parziale del turbinato medio, resezione bulla etmoidale, uncinectomia.